Lega Piloti Parapendio

Gara di Lega Santa Elisabetta 2012: Resoconto

25 Maggio 2012
A cura di Gabriele Gardini

Dalla notte dei tempi e dalle termiche più termicate, il pilota Alpinus è più vincente del pilota Appenninicus. Le ragioni di questa supremazia sono principalmente riconducibili al territorio; in un batter d'occhio egli può trasformarsi in Prealpinus, Bassaneses o Altoatesinus, trovando a pochi chilometri un decollo utile per esercitare il proprio talento.
Senza ombra di dubbio ( seppur l'ombra costringa ogni pilota a porsi dei dubbi) la valanga alpina distribuisce i suoi piloti sulle pendici più alte della classifica. E questa è la regola...
Il secondo evento di Lega è stato sicuramente più avvincente del primo seppur si sia volato un solo giorno. Sabato in decollo eravamo in una settantina e la giornata faceva ben sperare. L'aria frizzante contagiava anche il dibattito in commissione, il tema di gara era oggetto di molte attenzioni. A ragione o torto, tra gli sbuffi più o meno motivati di taluni, la task veniva definita: una race to goal di 105 chilometri lungo il costone.
105 chilometri, personalmente mi è venuto il fiatone, e non ero l'unico! In molti osservavano i cucuzzoli lontani che ancora non avevano un nome. E già, perché 105 km non sono certo una bazzecola. Ci sono piloti Appenninici che non li fanno in un mese avanti e indietro attorno alla loro collinetta...
105 chilometri sono un viaggio, e c'è chi si arma di urocontrol, chi di pannoloni per l'incontinenza, senza contare le barrette energetiche, le bevande al guaranà, i cerotti alla nicotina, gli spinaci, i manuali per la sopravvivenza, i libri da leggere in attesa dell'eventuale recupero, le ciabatte, insomma, chi più ne ha più ne metta, ho visto qualcuno infilare un cruciverba nell'imbrago, perché un rebus in termica è impagabile...


Ma non c'è tempo da perdere la finestra oramai è aperta e bisogna decollare!
"I piloti che sono davanti decollino subito!" Suggerisce il buon Gallo... porca miseria, fosse facile, c'è anche chi sbaglia, colpa della vela nuova, dell'aria sporca, del mancato esercizio, dei guanti, della tensione, di tutte quelle ragioni che colorano il decollo di impacci più o meno plausibili.
Bisogna però fare in fretta, anche perché lo start è a nove chilometri e non tutti hanno la manualità di Aaron, il quale, bello come il sole, evita tutte le vele e prende l'aria mostrando cosa significhi la parola DECOLLARE. Qualcuno sogna, sogna di fare come lui, ma rimette subito i piedi per terra e rimbalza... E cribbio non è il solo, un altro ancora si avvolge nella sua vela, forse per la vergogna... Di certo il severo team leader non lascerà calare un velo pietoso l'indomani... Bisogna migliorare, tutti quanti, e questo è certo! Ne va della nostra incolumità.
Partiti! La prima termica della giornata è frizzante, naturalmente briosa... Forse bisogna abituarsi alla vela o per lo meno domandarsi se non siamo leggermente in sottovento, la qual cosa potrebbe far pensare che al ritorno se passo di qui, magari vado direttamente lì, oppure in pianura, vabbeh, vabbeh, intanto pensiamo a salire, bisogna fare bene lo start, alti e veloci, alti e veloci...
Non tutti riescono ad agganciare bene, c'è chi si porta basso verso lo start confidando in un valore più avanti. I cumuli cominciano a svilupparsi e a portare ombre sulle pendici, ci attirano con mani soavi, ma niente d'impressionante, è facile sfuggirgli...
Si arriva quasi tutti nei pressi del cilindro con lauto anticipo. C'è il tempo di fare un giro verso la piana per vedere se tira anche là. Chi ci prova prima capisce che non è il caso, non ancora per lo meno. Altri cadono nella trappola poco prima dello start. Riconosco Facchini, Fuzzi e forse il nonnnino Italo. La maggior parte invece aspetta a base a trecento metri dalla linea immaginaria girando con monotonia a sinistra. A sinistra, Cazzarola! Aggiungo anche un clip per giustificare il Cazzarola:
Alle 13:40, questa è la situazione poco dopo aver attraversato lo start: ( La classifica tiene conto delle altezze ( anche di quelli forse in cumulo), e serve a visualizzare meglio la situazione.)

#

Name

Last

Dist.1

Alt.2

Dist.3

Dist.

Points

Time

Points

Total

1

Marini Mirco

8,99

1780

73,73

630,0



630

2

Vitale Biagio Alberto

9,33

1419

12,17

361,5



362

2

Zammarchi Paolo

9,55

1383

12,31

362,4



362

2

Biasi Christian

9,46

1385

12,23

362,0



362

5

Littame Marco

9,49

1285

12,06

360,6



361

5

Durogati Aaron

9,31

1368

12,05

360,5



361

5

Gebhard Peter

9,36

1348

12,06

360,6



361

5

Gardini Gabriele

9,31

1414

12,14

361,3



361

5

Pacher Jimmy

9,30

1401

12,10

361,0



361

5

Patrucco Pierandrea

9,22

1426

12,08

360,8



361

11

Nevastro Federico

9,28

1369

12,02

360,2



360

11

Grandi Manuel

9,28

1369

12,02

360,2



360

13

Cassetta Davide

9,15

1402

11,96

359,1



359

13

Dell'Aira Angelo

9,21

1384

11,97

359,4



359

13

Scherlin Walter

9,07

1430

11,93

358,5



359

13

Haller Florian

9,11

1420

11,95

358,8



359

17

Veratti Paolo

9,39

1258

11,91

358,0



358

17

Artale David

9,14

1389

11,92

358,3



358

19

Franchini Piero

9,14

1368

11,87

357,0



357

19

Crestani Gianfranco

9,12

1378

11,87

357,0



357

21

Binotto Guerrino

9,13

1330

11,79

354,5



355

21

Trieste Vittorio

9,01

1400

11,81

355,0



355

21

Nadali Lorenzo

9,20

1306

11,81

355,0



355

21

Erlacher Franz

9,08

1370

11,82

355,2



355

21

Buzzi Ferraris Silvia

9,09

1360

11,81

355,1



355

Chi era alto allo start si limita a spingere fino alla boa. Tiene meglio la linea esterna. Chi è basso è costretto a cercare termica lungo il percorso e a cominciare un'affannosa rincorsa. Dieci chilometri dopo, sulla boa, Biasi e Littame sono primi. I ritardatari che arrivano bassi girano sulla boa, i primi toccano e tornano indietro a tutto speed. Davanti ci aspettano settanta chilometri controvento. E parecchia ombra. E qualche gocciolina di pioggia. E questa è la situazione alla boa:

#

Name

Last

Dist.1

Alt.2

Dist.3

Dist.

Points

Time

Points

Total

1

Erlacher Franz

18,51

1190

83,25

629,6



630

1

Pagnoni Luciano

18,59

1175

83,32

630,0



630

3

Biasi Christian

19,51

747

21,00

384,2



384

3

Littame Marco

19,45

737

20,92

383,8



384

5

Vitale Biagio Alberto

19,17

810

20,79

383,0



383

5

Zammarchi Paolo

19,04

860

20,76

382,7



383

7

Haller Florian

18,97

825

20,62

381,6



382

7

Gebhard Peter

18,97

861

20,70

382,3



382

7

Durogati Aaron

19,19

739

20,67

382,1



382

10

Pizzi Domenico

18,78

878

20,53

380,5



381

10

Grandi Manuel

18,88

841

20,56

380,9



381

10

Cassetta Davide

19,17

700

20,57

381,0



381

10

Pacher Jimmy

18,97

810

20,59

381,3



381

14

Gardini Gabriele

18,81

848

20,50

380,2



380

15

Nadali Lorenzo

18,52

956

20,44

378,8



379

15

Pintossi Piergiorgio

18,74

845

20,43

378,7



379

17

Patrucco Pierandrea

18,72

841

20,40

378,0



378

18

Dell'Aira Angelo

18,66

853

20,36

377,2



377

19

Veratti Paolo

18,59

847

20,28

375,4



375

20

Trieste Vittorio

18,61

809

20,23

373,8



374

20

Crestani Gianfranco

18,40

918

20,24

374,2



374

Arrivati al decollo di Cavallaria, il primissimo gruppo sale piano nell'ombra all'altezza dei cavi dell'alta tensione. Dietro bisogna decidere in fretta se sfruttare una bolla passata di lì per caso o raggiungere gli altri poco più avanti. Alcuni pagano l'indecisione e perdono entrambi i valori.
Sotto sfilano i ritardatari che cercano di raggiungere il crinalino che porta a Lessolo. Tra questi c'è Facchini che tenta un recupero non facile. Fuzzi che indovina sempre le linee spinge anche lui e tiene testa a molti due linee. La Silvia, prima fra le donne, è poco dietro ben piazzata.
Dal primissimo gruppo si sgancia Pacher che si butta nell'ombra verso Trausella. Ci si chiede cosa abbia intenzione di fare sotto a quel nuvolone nero. Nessuno lo segue, sembra troppo azzardato. Tutti optano per la linea esterna. Facchini, Candiani e quelli che sono sotto fanno da termocavie per quelli sopra i quali, ovviamente, hanno gioco facile.
Al 30 km, il primo gruppo ha una termica di vantaggio. Jimmy si è salvato dal buio ed è lì coi primi. Dietro Facchini sale bene e azzecca la linea giusta su Castelnuovo Nigra. È tutto a salire per lui e raggiunge i primi davanti al decollo di Santa Elisabetta.
Il traverso poi bisogna farlo alti pena infilarsi bassi dietro al primo crinalino, che non tira e allora spingere ancora più bassi verso il secondo, oltre c'è Canisco. Porco cane! Quanti pochi atterraggi, questo è un punto di non ritorno, ma bisogna essere fiduciosi, vuoi che non ci sia un valore proprio lì? Eccolo, adesso bisogna sfruttarlo al meglio... Ecco che arrivano gli altri a dare man forte...
Al 46 km questa è la situazione: Cassetta ha un lievissimo vantaggio di posizione e, assieme a Grandi, possono controllare i pilotoni poco più sotto e più avanti. Dietro il condor Vitale assieme a al bionico Zammarchi, e al nonno Patrucco. Osservano cosa accade più avanti pronti a trarre vantaggio... C'è anche Dell'Aira che oggi non molla!
Nadali poco dietro arranca, è appena stato operato al menisco e fatica a usare la pedalina. Ottimo invece Veratti che da qui in poi mette il turbo dopo aver agganciato bene guardacaso proprio sul Bosco degli Elfi... Maina e Dallari oggi più che mai inseparabili, recuperano una delle due termiche che hanno di svantaggio. Bisogna lottare non poco lungo questi crinalini e non bisognerebbe distrarsi, nemmeno per ricordare...

#

Name

Last

Dist.1

Alt.2

Dist.3

Dist.

Points

Time

Points

Total

1

Haller Florian

46,38

918

48,22

630,0



630

2

Gebhard Peter

46,04

1049

48,14

629,4



629

2

Biasi Christian

45,93

1106

48,14

629,4



629

4

Durogati Aaron

45,97

1020

48,01

627,9



628

4

Pacher Jimmy

46,02

1009

48,04

628,4



628

6

Cassetta Davide

45,07

1443

47,95

627,2



627

6

Littame Marco

45,94

1007

47,95

627,2



627

6

Grandi Manuel

44,93

1500

47,93

626,9



627

9

Trieste Vittorio

46,02

694

47,40

616,4



616

10

Facchini Paolo

45,97

444

46,86

604,6



605

11

Pintossi Piergiorgio

45,66

518

46,70

600,8



601

12

Pizzi Domenico

44,64

769

46,18

587,9



588

13

Dell'Aira Angelo

42,21

1434

45,08

558,8



559

14

Vitale Biagio Alberto

42,32

1319

44,96

556,3



556

15

Zammarchi Paolo

42,37

1264

44,90

555,0



555

16

Patrucco Pierandrea

42,04

1216

44,48

547,4



547

17

Crestani Gianfranco

41,20

856

42,91

521,7



522

18

Erlacher Franz

40,95

943

42,84

520,6



521

19

Nadali Lorenzo

40,91

947

42,80

520,0



520

20

Gardini Gabriele

40,32

1092

42,51

514,6



515

Verso la Vetta Musinè Biasi e Pacher si salvano ma perdono posizioni, Aaron e Littame invece non agganciano su Givoletto. Peter, Dell'Aira, Vitale e Grandi marcano stretto Cassetta che ha un chilometro di vantaggio. Dietro nel buio arrancano il secondo e il terzo gruppo. Un passaggio difficile dopo Varisella mette a terra Pintossi, Nadali, Crestani. Lì dove sono c'è una sola e piccola bolla ed troppo stretta per tutti. E' Crestani ad agguantarla. Non c'è spazio per gli altri. L'ombra non perdona e il sole si fa vedere solo oltre il costoncino di Costabella.
Diversa invece è la faccenda per Maina e per il suo scudiero Dallari i quali, forse a causa di un'improvvisa bolla amiantifera, cavalcano tutto il crinale guadagnando parecchie posizioni senza girare nulla. Dietro chi ci prova trova ben altre condizioni...
I giochi però non sono ancora fatti. Il vantaggio dei primi si è incrementato ma al ritorno troveranno l'ombra che ha rallentato gli inseguitori. Sono i giochi del chiaro scuro da cui non sempre ci si riesce a sottrarre.
Alla boa questa è la situazione:

#

Name

Last

Dist.1

Alt.2

Dist.3

Dist.

Points

Time

Points

Total

1

Cassetta Davide

73,74

1114

75,97

630,0



630

2

Gebhard Peter

72,63

1011

74,65

622,7



623

3

Grandi Manuel

72,68

914

74,51

621,7



622

4

Trieste Vittorio

73,01

671

74,35

620,3



620

4

Vitale Biagio Alberto

72,37

961

74,29

619,9



620

6

Dell'Aira Angelo

71,59

1139

73,87

615,0



615

7

Biasi Christian

70,15

786

71,73

588,2



588

8

Pacher Jimmy

69,65

410

70,47

574,8



575

9

Facchini Paolo

66,26

1496

69,26

566,2



566

10

Haller Florian

65,28

1495

68,27

557,8



558

11

Patrucco Pierandrea

65,43

1098

67,63

552,3



552

12

Veratti Paolo

64,26

1397

67,05

546,6



547

13

Zammarchi Paolo

64,15

1161

66,47

540,7



541

14

Littame Marco

66,23

0

66,26

538,4



538

14

Durogati Aaron

66,21

0

66,26

538,3



538

16

Erlacher Franz

63,98

767

65,52

528,0



528

17

Gardini Gabriele

63,74

838

65,41

526,5



527

18

Pizzi Domenico

61,54

1247

64,03

505,7



506

19

Maina Maurizio

61,21

1201

63,61

499,6



500

20

Dallari Andrea

61,04

1189

63,41

496,7



497

Beh devo dire che dopo aver fatto la boa ho pensato: " Dei tredici che ho davanti più della metà buca. Vedi per una volta di non essere in quella metà!"

Così mi sono portato al limite del nero sopra Villanova Canavese e ho aspettato diligentemente sull'ultimo valore utile. Davanti vedevo tutte le vele scendere senza bolla trovare.

Quando lo strumento ha annunciato 0 al goal sono partito, di più non si poteva salire. Mi sono sdraiato, ho incrociato le mani sul petto e mi sono detto: "Stavolta arrivo nei dieci".

Lungo la rotta lo strumento segnava efficienza dieci, goal a 0, +10, -50. Ogni tanto alzavo il periscopio e cercavo altre vele all'orizzonte, in lontananza vedevo qualcuno girare un valorino. Era Pizzi, il bravo Pizzi. Aveva lasciato la termica prima di me ed era ancora lì a combattere. A occhio e croce però gli arrivavo sopra... - sta a vedere che arrivo primo, che culo, per una volta, non bisogna mica vergognarsene...

Va da sé, non imparerò mai a tacere... e infatti... comincia a piovere; prima qualche gocciolina, una pioggerellina poco insistente, quasi voler rinfrescare la mia fortuita vittoria. Vela bagnata vela fortunata penso, ma la pioggerellina è diventa pioggia e il mio gps mi a comunica -200 al goal.

Una bella massa d'aria discendente oppure l'efficienza della mia vela compromessa? Meglio non scoprirlo, giù tutta la pedala per evitare la paracadutale. Forse serve o forse no, intanto acceleriamo.

L'ultimo pensiero prima di atterrare è stato: Caro Gabriele è giusto così, la vittoria bisogna meritarsela in altro modo.

Bravo quindi Biasi che non molla mai, bravo a Pizzi, a Cassetta, bravo a Peter, a Erlacher, a Zammarchi, a Grandi, a Maina, a Florian, a Vittorio, al Nefasto Federico primo della classe sport. Brava anche alla Silvia, prima in classifica femminile. Bravi a tutti gli Alpinus come regola vuole, anche se per questa volta, a dire il vero, il bravo più grosso va ai piloti Appenninici. Sono loro l'eccezione, l'eccezione che conferma la regola!

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