Lega Piloti Parapendio

Gara di Lega Sestola 2012: Resoconto

28 Giugno 2012
 A cura di Gabriele Gardini

I più maligni insinuano che Paolino Facchini abbia messo la testa a posto; altri che abbia venduto l'anima al diavolo; altri ancora che quest'anno abbia un diavolo per capello. Non vi preoccupate: Facchini non ha né diavoli né capelli, e se ha messo la testa a posto, non è nel posto giusto.

L'unica cosa certa è che a Sestola per due giorni ha trascinato il gruppo e ha lasciato a bocca aperta, e culo basso, pilotoni di un certo calibro. Non ha risparmiato nessuno, nemmeno quelli del circondario.

Partiamo da Sabato: la giornata è tersa, alta pressione e un pochetto di stabilità. Lo sciamano Patrucco esce a fare un sopra luogo e sorprende tutti con un top da brivido. Le sue ossa fortunatamente battono meno dei nostri denti.

Finestra aperta. Si fatica a decollare, il vento ogni tanto gira da dietro e le prime termichette sono rotte e scoppiettanti. Si formano le prime barbule. La base a 2500 sarà sufficiente per chiudere i 67 chilometri della race? Sestola non regala niente, è un posto tecnico che non facilita mai i buoni auspici, soprattutto se, presi dalla fretta, non si girano le ascendenze a dovere... - e infatti solo in dodici chiudono... ma che gara però!

Lo start è fuori dal costone. Via! La valanga variopinta tocca il cilindro e spinge verso la prima boa. Il ritmo è alto fin dalle prime battute e il gruppone, bolla dopo bolla, si sgrana. Chi pedalina ha pedalina metta, perché oggi si va veloci! Nella prima parte di gara poi c'è poco da pensare. Le prime tre boe si fanno in batter d'occhio. Dopo lo start, bisogna tornare al decollo, precipitarsi verso il paese di Fanano e tornare indietro per seguire di nuovo il crinaletto fino al Cimoncino. Tac, tac, tac, direbbe l'esimio Professor Nadali...

Al Cimoncino Facchini si ferma per cercare la termica buona e lascia sfilare il primo gruppo. Non va, la termica buona non c'è e allora eccolo precipitarsi a prendere la termica di sottovento del decollo.

Aaron, staccato di qualche centinaio di metri, parte da solo. Il suo è un taglio senza mezze misure, linea gps verso la boa. Il primo gruppo, poco dietro, composto da Biasi, Berta, Joachim, Vitale, Cassetta, Trieste, Peter e altri non ignoti, allunga verso il crinale.

Per un attimo Facchini sembra voler restare col gruppo di testa ma non è così, appena riesce far base anche lui taglia verso la boa.

A qualche minuto anche i local Nadali e Veratti vedono la mossa. La scelta è azzeccata, Paolino raggiunge Aaron e conquista la testa. Nadali e Veratti recuperano il gruppo di testa persosi nelle sicurezze del crinale. Ci sono anche Crestani, Fuzzi, Marinuzzo, Franz e Italo. Stanno facendo una buona gara. Sono dietro di qualche minuto ma sembrano quanto mai agguerriti. Esperti, sanno che la gara è ancora lunga, bisogna arrivare al Cantiere, e non sarà facile, né per loro, né per chi li precede.

Di ritorno da Gaggio, Aaron e Facchini proseguono insieme fino a Fanano, poi si dividono. Paolo che conosce bene la strada più veloce, gira dietro al decollo; Aaron si porta fuori forse tradito dalla poca quota. Sopraggiunge il gruppo degli inseguitori che si ricompatta sulla Calvanella. Ora bisogna buttarsi verso il Cantiere ma quale versante regalerà più soddisfazioni? La termica di servizio è molto più a nord della boa e quella sul vesrante est, sud est, è ciclica. I più bravi sanno comunque sfruttarla. Chi arriva con dieci minuti di ritardo è fritto. Intanto là davanti Facchini vince la task seguito da un bravissimo Berta. Seguono Aaron, Vitale e Biasi.

Domenica sembra la fotocopia del giorno prima. Una volta decollati però ci si rende subito conto che le bolle sono più fastidiose. Molti piloti girano larghi e con poca decisione e si sentono urlacci salire fino alla base.

La prima boa è posta sul monte Cimone. Al via giù la pedalina verso l'Osservatorio a cercare termica. C'è qualcosa sul versante est, la termica perfetta scarrocciata fin dentro al cilindro. Basterebbe fermarsi a girarla tutta invece che seguire Facchini nei suoi voli pindarici.... Paolino lascia il gruppo per il secondo giorno di fila e per il secondo giorno di fila mi ostino a seguirlo. Porca miseria, sta a vedere che anche oggi mi fa perdere tempo, che termica gira, che diavolo fa, porca miseria, meglio tirar dritto, dovrei riuscire a scavallare al Libro Aperto e portarmi a sud, là non dovrebbe essere difficile salire... penso bene, ma arrivo basso... porca miseria... cerco una bolla, solo discendenza. Alzo la testa, Paolino è stratosferico e dove volevo salire il primo gruppo arriva e si ricompatta. Vabbè non serve imprecare, meglio levarmi dagli impicci ... e mentre m'insinuo nel canalone, guardo la gara dal basso con un misto d'invidia e infatuazione. I ritardatari toccano ora la boa del Cimone, riconosco parecchie vele, per alcuni è la prima gara, per alcuni è la prima volta sul monte Cimone. Ah il Cimone! Per gli emiliani è quasi una montagna sacra, la prima meta importante per un pilota. Seppur in gara non rappresenti più che una sigla, il suo fascino non passa inosservato. E non passa inosservato di certo oggi così colorato dalle nostre vele, cazzerola che belli che siamo! Un gruppo di persone ci guarda da un sentiero. Forse per loro rappresentiamo un'immagine di libertà, noi compiaciuti schiavi della competizione... ecco, appunto, la gara... non distraiamoci, dobbiamo fare il resoconto... Il gruppo di testa prosegue lungo la dorsale appenninica, Aaron e pochi altri restano più a nord ma faticano a mantenere la quota. Peter sopravanza tutti, sceglie una linea particolare ancora più interna. Quando trova la termica aiuta gli inseguitori e soprattutto Aaron e Facchini che da lì tagliano diretti alla boa. Il gruppo invece prosegue lungo il crinale. Scelte diverse che ottengono più o meno i medesimi risultati. Su querciola, poco più a ovest di Gaggio Montano, si ritrovano tutti vicini. Franz, Gavinelli, Nevastro, Trieste, Vitale, Dallari, sono tutti lì e la linea giusta potrebbe essere decisiva verso Montese. Facchini resta più a ovest, Biasi, Cassetta e gli altri tagliano diretti. Ma nei pressi della boa i primi sono ancora tutti assieme. La differenza la farà chi è più in alto e partirà per primo. Giù la pedala, vietato girare qualcosa fino al decollo.

La boa successiva è al Cimoncino. A quest'ora prevalgono gli sbuffi del sottovento. Facchini indica la via, aiutato anche da Pizzi che non si preoccupa nemmeno di provare sopravento. Il gruppetto deve stare dentro alla bolla, ma nello stretto chi sarà ad essere sputato fuori? Questa volta tocca a Vitale e a Dallari. Vince Cassetta l'artificiere che con la bomba sta sempre bene! Dietro Biasi e Facchini per una manciata di secondi.

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